Burlesque, solo una moda o un opportunità?

Oggi vorrei portare alla vostra attenzione, dopo l’articolo sulla violenza contro le donne, delle considerazioni fatte partendo da alcuni articoli trovati sul web sul emergente stile burlesque.

Io trovo che il “Burlesque” possa rappresentare un’opportunità incredibile per la donna moderna per rilanciare un nuovo modello di femminilità. Fino ad oggi il dominante pensiero maschilista diffuso nella società non ha permesso alla donna di sentirsi a proprio agio con se stessa e con il suo corpo (mediamente parlando) e comunque ha imposto un modello adeguato al maschio che non deve chiedere mai (che diciamoci la verità è solo un invenzione creata ad arte come modello maschile da seguire).
Adesso sta nascendo un filone, il Burlesque appunto, che si fonda su un concetto diverso, su una riscoperta della bellezza di un corpo femminile seppur con delle imperfezioni (che qui preferisco chiamare particolarità) e sulla riscoperta di questa femminilità e identità di genere perduta. Una donna potrà riscoprirsi piena di sensualità e fascino acquisendo la necessaria sicurezza nella sua femminilità, come possiamo vedere dalle interviste riportate di seguito da un articolo molto interessante di “La Stampa”
Per le questioni di identità di genere rimando invece ad un interessante blog: “la televisione che spiega l’Italia”

Molti mi contraddiranno dicendo che non c’è nessuna novità è solo un altro modo di fare striptease, io credo che possa essere una base valida su cui l’identità di genere femminile può venire rilanciata e in questo modo possa cominciare a diffondersi un alternativa al modello maschilista attuale.

La nuova moda: corsi e stage
per scoprire il lato nascosto
della femminilità

di MARILENA VINCI
Sono donne tra i venti e i quarant’anni, studentesse o lavoratrici alla ricerca dell’autostima o di una femminilità perduta, in ogni caso della «joie de vivre»: è l’identikit delle «seguaci» del «Burlesque», un fenomeno che, nato negli Stati Uniti, è ormai globale ed è incarnato dal look un po’ «vintage» della modella Dita Von Teese, sbarcata in Italia per l’ultimo Festival di Sanremo.
La misura di questo exploit si ha non solo dal numero di spettacoli che si moltiplicano ovunque, ma anche dal fiorire di corsi per imparare le tecniche di seduzione per spogliarelli mai volgari, in cui a dominare non è tanto il nudo quanto l’autoironia. Imperativo di quest’arte, infatti, è sedurre con un mix di divertimento e di glamour dal sapore retrò.

In cerca di fiducia
«Ho scelto di studiare il “Burlesque” per trovare fiducia in me stessa e nel mio corpo – dice Maria Vittoria, 38 anni, designer -. Penso che l’intrigo, la seduzione e l’ironia che offre siano un approccio unico alla sessualità». Per Maricla, attrice trentacinquenne, invece, si tratta di «superare il limite dell’imbarazzo, tirando fuori la mia femminilità. Ma – aggiunge – è anche un modo per dare nuova verve alla propria fantasia». E così ha deciso di fare il grande salto e lanciarsi nella sua prima performance, a Roma, dove debutterà con il nome d’arte di Betty Cuore.
Basta intrufolarsi alle lezioni per rendersi conto di quanto il fenomeno di costume sia trasversale: dall’universitaria all’impiegata, dalla precaria alla stilista, il «Burlesque» attira una moltitudine di donne diverse non solo per età, ma anche per estrazione sociale e culturale. Ad accomunarle c’è sempre la voglia di riscoprire una femminilità addormentata dalla routine, che sottrae la giusta dose di leggerezza ed esuberanza. Chi cerca ossessivamente la perfezione fisica, infatti, dimentica che la seduzione è molto di più.

Un gioco per tutte
Seguire il «Burlesque» non significa ostentare un fisico perfetto, ma stuzzicare la fantasia (in inglese «teasing»): a volte basta mostrare una scollatura, esibendo un’arte assolutamente «democratica». I canoni estetici, qui, vanno all’aria: grasse o magre, formose o piatte, alte o piccoline, tutte possono avere il loro momento di gloria, purché a dominare siano la simpatia e l’originalità. Il primo «boom» del «Burlesque» è avvenuto agli inizi degli Anni 90, con la riscoperta di personaggi retrò come Betty Page, icona pin-up per eccellenza. Un fenomeno che in Italia ha appena avuto il suo momento di gloria con la più famosa performance di Dita Von Teese: quella, a Sanremo, del bagno nella coppa di champagne.

Ma da noi lo «streap retrò» è arrivato gradualmente: il primo a importarlo, nel 2007, è stato Attilio Reinhardt con BurlesqueItalia, progetto di diffusione che contempla, oltre alle esibizioni dal vivo, anche un sito online, un blog e un libro. Un’intuizione seguita da Alessandro Casella, direttore artistico del Micca Club di Roma, che, oltre a proporre spettacoli e un festival internazionale, ha creato un’Accademia. in cui le ragazze (e prossimamente anche i ragazzi) imparano a esibirsi e a costruire il loro stile, confezionando abiti e lingerie. Alcune allieve si esibiscono già in giro per Roma, dove sono fiorite negli ultimi mesi serate a tema. E a sbocciare sono anche i negozi, vere e proprie boutique di lusso in cui è possibile trovare tutto l’occorrente per trasformarsi in una «diva»: è il caso del raffinato ZouZou, ma anche di Misty Beethoveen.

Accademia a parte, c’è poi un corso, di poco più di un mese, che «inizia» le donne desiderose di imparare i primi rudimenti. Ad accompagnarle in questo percorso è Mademoiselle Agathe, che, dalla camminata allo sguardo, dal modo di sfilare un guanto alla calza (rigorosamente autoreggente!), svela alle donne l’arte della conquista attraverso un sapiente uso di malizia e di buon umore e le tecniche per stare in scena davanti al pubblico, insieme con la musica da scegliere e i piccoli-grandi «trucchi» del mestiere. Il segreto del successo del «Burlesque» è che «dà il potere di giocare con la propria fisicità con umorismo, anche con un corpo normale non perfetto o rifatto. – spiega Mademoiselle Agathe – Dà la soddisfazione di essere se stesse e di essere comunque seducenti». E’ una nuova forma di femminismo, insomma, in cui la donna si riprende consapevolmente il potere di giocare con il proprio fascino a suo gusto e con le carte a sua disposizione.

Ecco infine un video dimostrativo di cosa può essere il burlesque interpretato dalla star Norma Blu:

Spero di aver suscitato qualche curiosità e spunto di riflessione.

Joe.

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Informazioni su joelaskee

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9 risposte a Burlesque, solo una moda o un opportunità?

  1. Rea ha detto:

    L’articolo sul burlesque potrebbe anche tornare ma fra tutti gli spettacoli che avresti potuto pubblicare credo che tu abbia scelto quello sbagliato proprio perché si tratta di una puntata di “Alle falde del Kilimangiaro” in cui la conduttrice Licia Colò è stata per tutta la sera ad annunciare lo spettacolo di streaptease della bellissima Norma Blu. Ecco, se anche un programma come quello si aggrappa al corpo delle donne per fare audience credo che ci sia di che preoccuparsi…
    C’è anche una nota positiva però: la bella Norma non si è solo spogliata ma ha risposto per tutta la sera alle domande della conduttrice che molto probabilmente avrebbe evitato con piacere di porgerle (comunque allusive)… per una volta una donna bella e parlante…

    • joelaskee ha detto:

      Tutto vero quello che dici, ho scelto questo di norma blu non incentrandomi sulla modalità di presentazione all’interno del programma che sicuramente ha usato la cosa a favore per far audience, bensì sul personaggio “Norma Blu”.

      Da come si comportava e parlava, a prescindere dallo spettacolo vero e proprio, si vedeva che è una donna sicura di se e fiera della sua sensualità e femminilità senza i condizionamenti (di cui ho parlato ampiamente negli articoli precedenti) normali, che si possono riscontrare in una qualsiasi altra bellona della tv.

  2. Mr.Loto ha detto:

    Io credo che finchè le donne continueranno ad offrirsi come oggetti sessuali saranno sempre trattate come tali e, con tutte le qualità uniche che incarna il genere femminile, è davvero un peccato.
    Un saluto.

  3. Mr.Loto ha detto:

    Mi correggo; il termine più corretto è “proporsi”non “offrirsi”.

    • joelaskee ha detto:

      Come al solito è un po un cane che si mangia la coda, se da un lato dovrebbe cessare un atteggiamento dall’altro dovrebbero cambiare le premesse che spingono e premiano quel particolare atteggiamento…

      Via siamo ottimisti, speriamo vengano colte determinate opportunità con la maturazione della società 🙂

  4. anonimo ha detto:

    Le donne che presentano nel loro corpo i segni della bellezza esteriore, sono sempre oggetto di sguardi, da parte anche del più duro e insensibile alla piacevolezza esteriore, certo non è facile certe volte per queste donne dimostrare che hanno qualcosa in più oltre la bellezza, ma di certo sono avvantaggiate, rispetto alle ragazze normali o brutte. A me personalmente piace il corpo della donna, anche i più esagerati, o quelli standardizzati come non belli, ma ho anche io delle fisse come tutti gli uomini, per esempio mi colpiscono di meno le donne bionde, questo non impedisce di appassionarmi comunque ad una persona o donna che abbia delle cose interessanti da dire. Questo era per dire che conta molto alla fine quello che pensi non quello che sei, questo se ti interessa essere una persona che vuole essere considerata per quello che è dentro, lo dico perchè ci sono persone che non interessa il di dentro ma solo quello che ce fuori.

  5. LadyLindy ha detto:

    secondo me il burlesque, al giorno d’oggi, può servire alle donne per l’autostima: il messaggio è che tutte possono essere belle e sensuali senza corrispondere al 100% agli orrendi canoni proposti dalla tv siliconata. Fa bene all’amor proprio.

    • Raptor X ha detto:

      Ho trovato molto interessante l’articolo e sono daccordissimo fa bene all’amor proprio… forza ragazze!!!

      riporto un video del burlesque festival tenuto a Roma 2 anni fa

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