l’arte del silenzio…

Vorrei riportare per filo e per segno uno scambio di commenti con un’altra blogger secondo me è venuto fuori qualcosa di magico, uno spunto su cui riflettere sulle emozioni delle relazioni tra uomini e donne…

Il blog su cui sono hostati i commenti è: mandorla91

joe laskee ha detto questo su 28 luglio 2010 a 08:54Replica

In effetti è raro per voi donne (ovviamente ci sono eccezioni) creare un gruppo affiatato come per noi uomini, di solito siete pilotate dai gruppi del vostro compagno maschile… cmq credo che sia solo un eredità della cultura di stampo maschililsta perchè oggigiorno io credo ci sia una riscoperta del piacere di condividere emozioni in un gruppo di amiche, tra l’altro voi donne avete anche un potenziale emotivo enorme. Questo può permettere di creare dei legami fortissimi, ma questo può avere anche risvolti negativi se una donna non riesce a dominare il suo estro emotivo rischia di diventare schiava delle sensazioni provate in una relazione aggrappandosi a quelle come se non ci fosse altra soluzione nella vita…
Come al solito, quando una persona impara l’arte del silenzio e a convivere con la morte, può definirsi totalmente libera e indipendente. Questo gli permetterà di godere appieno di qualsiasi emozione in maniera non pilotata dagli scherzi del suo ego e dalle paure più o meno recondite…

Joe.

mandorla91 ha detto questo su 28 luglio 2010 a 09:20Replica

L’Arte del silenzio.. hai usato proprio il nome adatto.. è un percorso molto faticoso per la persona sensibile che sono. Sto imparando ad accogliere ogni emozione in tutta la sua intensità, lasciandomi trasportare, ma con la consapevolezza che in me c’è tutta la forza di cui ho bisogno per liberarmene. A volte vorrei dimenticare anche questa certezza ed abbandonarmi completamente al volere di qualcun’altro, mettermi nelle sue mani.. anche se ancora non capisco il motivo di questa mia esigenza.. per fortuna, anche se a malincuore, non ci riesco.

joe laskee ha detto questo su 28 luglio 2010 a 15:57Replica

So che è molto difficile, io stesso sto combattendo strenuamente, ma nella vita ci sono due strade. La prima ci consente di abbandonarci farsi guidare dal volere altrui (il nostro ego la predilige perchè specie se si è pigri di natura risulta più facile vivere nell’ombra di qualcun altro). La seconda è vivere da guerrieri prendere decisioni e portarle fino in fondo costi quel che costi (i più carismatici possono trainare intere folle).

Sebbene la mia descrizione possa comunicare che la prima sia peggiore della seconda in quanto a onore e qualità di vita, è mia ferma convinzione che entrambe siano strade validissime per raggiungere un’ illuminazione o un autoconsapevolezza molto elevata.
Il nostro vero libero arbitrio non è di scegliere quale vita vivere tra le due descritte sopra, una vale l’altra, possiamo intercambiarle nel corso della vita, l’ importante è essere totalmente consapevoli della strada che si sta seguendo in modo da non avere rimorsi su quello che facciamo e su quello che siamo. Se nella prima strada ci troveremo a dover fare uno sforzo supremo per sottostare alle volontà di chi ci tiranneggerà e fare i conti con l’umiltà di rimanere nell’ombra, nella seconda dovremo fare i conti con i pericoli derivanti dalle posizioni più o meno di responsabilità conseguite e con valori che poco si sposano con il temperamento aggressivo che ce la fanno intraprendere.
In entrambi i casi è la scelta di diventare consapevoli di ciò che stiamo vivendo il vero libero arbitrio e sarà l’impegno che mettiamo nell’imparare a stare nell’uno o nell’altro binario il vero valore aggiunto.
Questo secondo me è il segreto della vita…

Joe.

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Informazioni su joelaskee

I am a positive, eclectic and extrovert project manager with a strong passion for business strategy, technologies and innovation. My aim is always to achieve the objectives through creative thinking and team working. I have three eternal passions: the sea, the wind and an unending self-improvement for everything I do and I think...
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4 risposte a l’arte del silenzio…

  1. anonimo ha detto:

    la negazione del proprio essere, e della realtà, è una questione secondo me che riguarda solo il genere umano, non possediamo un vero istinto animale, ma annebbiamo la mente, con i sentimenti forti, che infatti come si dice spesso ci fanno fare cose senza senso. Io non nego la mia natura umana e sarebbe difficile immaginarmi senza i miei sentimenti, la cosa che però non intenzione di accettare e che questi miei sentimenti prendano il sopravvento 24 ore su 24, questo fa di me una persona instabile direi quasi schizofrenica, ma è quello che sono e non ho intenzione di “migliorare” per allungare questo brodo che è la nostra vita. io Convinto di essere incompleto e provando a migliorare, quando invece è da quando sono nato che ho tutto quello che mi serve per vivere in questa palla di fango che chiamiamo terra.

    • joelaskee ha detto:

      La vera difficoltà dell’uomo è che il suo cervello ha subito 3 diversi stadi evolutivi, con il risultato che ci troviamo con il cosiddetto “cervello triunico”, formato da corteccia rettiliana, mammifera e pensante…
      cervello pensante, quella parte razionale di noi che continua a fare domande o ad analizzare ogni situazione in modo schematico, nell’uomo moderno è sicuramente prevalente, parlando di emisferi cerebrali, questa zona è collegata all’emisfero sinistro.
      cervello emotivo si occupa prevalentemente delle emozioni e della memoria a lungo termine, tutto quello che viene appreso con le emozione e coi cinque sensi rimane profondamente impresso. Interviene sopratutto nella fase di innamoramento, gioia ,dispiacere, o in tutte quelle fasi in cui l’emotività prende il sopravvento.
      cervello rettile, si preoccupa prevalentemente della sopravvivenza e di soddisfare gli istinti primari, fame, sonno, riproduzione e sopravvivenza. Questa è la parte più antica del sistema e interviene escludendo automaticamente gli altri stadi. Il cervello rettile agisce in modo rapido e determinato senza emozioni, in caso di situazioni difficili dove la vita è in pericolo il cervello rettile deciderà prevalentemente per la fuga, senza problemi di orgoglio, destinati maggiormente al cervello emotivo, ma in caso di impossibilità alla fuga deciderà per l’attacco senza esitazioni e riserve.

      Anzi ora che ci penso farò un post di spiegazione su questo almeno avremo altri spunti di conversazione

  2. Mr.Loto ha detto:

    Io penso semplicemente che se il “collante” delle coppie fosse l’amore puro e semplice non vi sarebbe nessuno che vive all’ombra dell’altro, ognuno farebbe la sua parte in assoluta armonia con l’altro, traendone sicuramente piacere e soddisfazione reciproca.
    Se invece si vuole essere guerrieri ( probabilmente si nasce con questa attitudine ) meglio forse pensarci bene prima di formare una famiglia.

    • joelaskee ha detto:

      In linea teorica, hai ragionissima Mr.Loto, purtroppo le persone non sono mai pure e molto pragmaticamente mi sentirei di dire che ognuno dovrebbe fare un bel lavoro su se stesso per arrivare al rispetto reciproco e non il dominio, il problema è che come tutte le cose o non c’è consapevolezza di questo o c’è la trappola dell’ego che ti trova una scusa per non migliorarti, magari arrivando poi ad autocompiangersi e autocommiserarsi se qualcosa va male…

      Per il resto credo che guerrieri o no è sempre bene pensarci bene prima di fare una famiglia…

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